Creazione siti web professionali: consigli, strategie e tutte le cose a cui sicuramente non avevate ancora pensato (ma noi si)
Dal layout grafico alla struttura, dall’architettura tecnica all’ottimizzazione per smartphone e tablet, passando per colori, font, gestione dei dati sensibili, uso delle immagini e progettazione dell’interfaccia utente. E non dimentichiamo cosa vuole il cliente. Ma anche la visione del designer.
Insomma, possiamo dire che il web design (cioè tutto ciò che concerne la realizzazione siti internet) è un’attività complessa. Alla sua base, però, ci sono pochi e semplici principi chiave che non devono essere mai trascurati.
Usability
La prima funzione che deve assolvere un sito web è quello di consentire alle persone di utilizzarlo. Questo significa che il logo del brand deve essere sempre visibile, che i testi debbano essere sempre leggibili, e che il menù di navigazione debba essere facile da trovare e intuitivo da utilizzare.
Un buon sito web è capace di generare una risposta emotiva nell’utenza, fattore chiave perché incide in modo notevole sul tasso di conversione. Per raggiungere questo obiettivo non è necessario però mettere foto di gattini in home page. Tutto quello che serve (e non è poco) è un design chiaro, in grado di connettersi con l’utente e fargli sentire di poter navigare in modo intuitivo.
Sempre al passo, sempre ottimizzati
È uno dei motivi per cui spesso è opportuno rivolgersi a una web agency. Studiare l’architettura di un sito web efficace, cioè in grado di offrire una user experience di qualità, in grado di stimolare una risposta emotiva e ottenere conversioni, non è un’impresa facile di per sé. Ma c’è dell’altro.
Le strategie di web marketing sono in continua evoluzione e questo implica che rimanere rilevanti (leggasi: ben posizionati sui motori di ricerca) sia un lavoro costante. Mai perdere di vista l’ottimizzazione per smartphone e tablet e la strategia SEO.
Possibilità di modificare il sito quando si vuole
Tutti i contenuti del sito web devono poter essere aggiornati in modo immediato e semplice. È importante disporre delle chiavi di accesso al proprio sito e che questo disponga di un’infrastruttura che consenta l’aggiornamento dei contenuti quando si vuole, un aspetto importante soprattutto per i business online che devono adattarsi a cambiamenti del catalogo, del magazzino, delle stagioni, dei trend e, non ultimo, delle ultime strategie di advertising.
Pochi fronzoli, ma tutto ciò che serve
Informazioni chiare e una grafica che evidenzi all’utente l’ordine di importanza dei contenuti. La comunicazione applicata al web design si basa sul concetto di Less is More. Uso di titoli, poche immagini ma d’impatto, una struttura essenziale e quasi minimalista ma in realtà completa, che guidi sia il visitatore che i motori di ricerca verso il messaggio principale.
Anche in questo caso non si tratta di un’attività semplice e spesso è utile il supporto di una web agency che sia capace di studiare messaggi pubblicitari (i cosiddetti pay off) efficaci, catchy ma attenti alla user experience.
Essenziale, ma anche sorprendente
Un sito web professionale deve essere pulito, semplice da navigare e facile da capire in tutte le informazioni chiave che si intende comunicare all’utenza. Gli utenti, però vanno anche stimolati e incuriositi.
Come? Offrendo qualcosa in più. La vostra visione, le vostre idee, la vostra competenza, tutto ciò che vi rende unici. Offrire una prospettiva interessante in una interfaccia grafica dalle linee essenziali equivale a mostrare un’immagine al passo con i tempi, accattivante e innovativa.
Fidelizzare generando interesse: parliamo di storytelling
Chiunque abbia un business online o si occupi di web marketing sa che i clienti più “pregiati” sono quelli fidelizzati. Sacro Graal di ogni metrica ROI, Champions League della conversione (e, vi auguriamo, Lega Saudita dei profitti). Insomma, i clienti fidelizzati piacciono. Già, ma come fidelizzare? Oltre alla user experience, che deve essere di qualità, qui deve entrare in gioco lo storytelling.
Create una narrativa coinvolgente, cioè in grado di stimolare la risposta emotiva dell’utente, intorno ai vostri prodotti e servizi. Raccontate come è nata un’idea, come si sviluppa un prodotto, quali sono le caratteristiche che rendono un servizio diverso da tutti gli altri. La risposta emotiva crea un legame, permette all’utente di riconoscersi nella vostra visione, di sviluppare fiducia nel vostro brand.
Obsolescenza? Non programmata (ma spesso succede)
Il sito web è ormai online. Il sito web piace. Il sito web converte. Possiamo rilassarci.
Ah-ah! No!
Quello del web design è un settore creativo, un settore in cui le novità vengono introdotte sul mercato in modo costante. Avete presente il concetto di internet veloce? Ecco, il web design è ancora più veloce. Vale per gli aspetti immediatamente visibili e vale per tutto ciò che è nascosto ma contribuisce in modo significativo alla user experience. Per considerare datato un sito web serve più o meno una settimana, a voler essere gentili. Considerato il fatto che il sito rappresenta l’immagine del vostro brand nel mondo digitale, e che il mondo digitale oggi è estremamente importante, forse rilassarsi non è una buona idea.
Il consiglio è quello di pianificare delle modifiche a cadenza settimanale per mantenere la freschezza (cioè la rilevanza) delle informazioni, e di monitorare costantemente le ultime novità in materia di font, stile delle immagini, uso dei colori (avete presente quando nell’estate 2024 tutto è diventato verde brat? Ecco) e in generale tutto ciò che fa tendenza. Quando si tratta di rimanere rilevanti, non è il caso di essere demure.
Prima pagina! IYKYK
Ossia, home page. Chiunque si occupi di realizzazione siti internet conosce il segreto della Home Page. Quale? Beh, non dovremmo spifferarlo a tutti ma ormai ci siamo: la Home è più importante di tutto il resto del sito. Ogni singola pagina. Si, anche il carrello. Si, anche il pagamento. Si. I clienti del web sono persone con uno span di attenzione limitato (è un violento decrescendo). O li si attrae, o si rivolgeranno altrove.
La Home è la landing page per eccellenza e questo significa che la sua attrattività deve essere sempre al massimo per far sì che l’utente si fermi sul vostro sito, cominci a navigare e si ricordi di voi.
Creazione siti web professionali: ci vorrebbe un amico. O una web agency, che poi è lo stesso
Come abbiamo detto in premessa, il web design è un’attività complessa, e siamo sicuri che ora ve ne siate resi conto anche voi.
Questo perché si compone di attività anche molto diverse tra loro, che passano dalla pianificazione strategica del marketing all’applicazione delle strategie alla grafica, ma anche al coding (a meno di non utilizzare piattaforme open source) e all’aggiornamento costante sia sotto il profilo più strettamente tecnico che per quanto riguarda gli ultimi trend. E non dimentichiamo la strategia SEO!
Per chi ha un business online, occuparsi personalmente di tutti questi aspetti è praticamente impossibile, a meno di non volersi accontentare di un risultato mediocre. E questo, quando si parla di siti web professionali, non è mai una buona idea, perché oltre al rischio di vanificare il lavoro diventando in breve tempo irrilevanti, c’è anche quello di non prestare adeguata attenzione alla sicurezza del sito e dei dati.
Ed ecco perché il contributo delle web agency è fondamentale. Composte da professionisti esperti nei diversi settori della creazione di siti web, le agenzie sapranno offrirvi tutto il supporto di cui avete bisogno.
Provare per credere? Non dovete fare altro che cliccare qui sotto…
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Preventivo sito web: come leggerlo e scegliere il migliore
Preventivo sito web: sito “base” o e-commerce? Gestione capillare o “una tantum”? Ma non è meglio il fai da te? E cosa sarebbe l’indicizzazione? Le immagini sono proprio necessarie? E che cosa significa ottimizzazione per mobile?
La realizzazione del sito web è un passaggio fondamentale quando si ha un’attività, ma orientarsi tra i preventivi proposti e scegliere la web agency a cui affidarsi non è un’impresa facile. E questo è sicuramente un problema, perché espone al doppio rischio di sprecare dei soldi e di ottenere un sito inadeguato.
Cosa fare allora? Come capire se un’agenzia è seria? E a cosa dobbiamo fare attenzione quando valutiamo un preventivo?
Ok, il prezzo è giusto. Ma la web agency? Forse no
Quello di lasciare che il prezzo sia l’unico fattore determinante di una scelta è un errore molto comune. E anche molto democratico, dal momento che capita in ogni campo, dall’acquisto delle ciliegie fuori stagione agli appalti pubblici.
Nel settore digitale ciò che di solito accade è che si compilano più form possibili per richiedere dei preventivi, poi si sceglie la risposta più conveniente (leggasi: economica) e una volta ottenuto il sito web si passa il tempo a chiedersi perché crasha di continuo e non genera traffico, e infine a sperare che venga hackerato da Anonymous. Almeno la schermata nera gli darebbe un tocco di eleganza.
Prediligete il contatto umano
In realtà è possibile fare una prima scrematura in modo rapido, ma non certo in base al prezzo. Siamo nell’era digitale, ma la qualità si basa ancora sul contatto umano e su una certa artigianalità.
Eliminate dalla vostra lista le agenzie che vi consentono di contattarle solo tramite form, e prediligete chi prenderà del tempo per incontrarvi o sentirvi al telefono per discutere dei vostri obiettivi e delle vostre aspettative, illustrarvi ciò che ha da offrire e pianificare con voi una soluzione personalizzata.
Fissare un incontro con la web agency aiuterà inoltre a capire con chi ci si sta relazionando e quanto l’agenzia è disposta a investire in termini di tempo e attenzione su di voi. Un modo “furbo” anche per eliminare chi segue più clienti di quanto sia realmente in grado di fare, finendo inevitabilmente per fornire un servizio di bassa qualità.
Diffidate dalle offerte speciali
Non vi stiamo suggerendo di scegliere solo quelle agenzie che vi proporranno preventivi costosi. Anzi, più avanti vi insegneremo a valutare quali voci di un preventivo non sono sempre necessarie o non dovrebbero costituire una voce di spesa. Tuttavia, un sito performante e sicuro richiede che siano presenti una serie di elementi e servizi che hanno un costo.
Se, quindi, non è necessario spendere cifre ingenti, è altrettanto vero che un preventivo “troppo bello per essere vero” significa quasi sempre che state risparmiando sulla sicurezza e sulle conversioni. In poche parole, quello che dovrebbe essere un investimento diventa uno spreco.
Recensioni (forse) no, portfolio si
Chiedete che vi si mostri il portfolio della web agency con cui vi state relazionando, ed esaminate progetti sia simili che diversi rispetto alla vostra attività e al tipo di sito web che avete in mente. Si tratta di un modo per chiarirsi le idee sulla serietà e sulla professionalità dell’agenzia, ma anche per verificare se, come si dice nello slang della GenZ, avete “la stessa energia”.
Dedicate invece un’attenzione diversa alle recensioni dei clienti. Non al loro contenuto, ovviamente, ma alla loro presenza. Una web agency, infatti, può avere clienti diversi dalle persone fisiche, e di solito sono queste ultime a lasciare commenti e recensioni su Google o sui social. Insomma, l’assenza di recensioni non è necessariamente un cattivo segno.
…e attenzione al posizionamento
Non dovrebbe essere necessario spiegarlo, ma lo facciamo lo stesso. Il soggetto professionale che incaricherete di occuparsi del posizionamento del vostro sito web sui motori di ricerca deve quantomeno dimostrare di sapersi occupare della propria presenza online!
Questo non significa essere necessariamente tra i contenuti sponsorizzati o nelle prime tre posizioni, ma ricordiamo anche che il posto migliore in cui nascondere un cadavere è la seconda pagina di Google. Non volete finire lì, vero?
E ora: come leggere un preventivo sito web? Qualche spunto per chiarirsi le idee
Il supporto di un’agenzia è fondamentale anzitutto per capire quali siano l’obiettivo del sito (visibilità per il punto vendita fisico? Vendita online?) e la relativa strategia da attuare. Ma anche quali sono le risorse – materiali e non – che è realisticamente possibile destinare alla gestione del sito, il che è, ad esempio, particolarmente importante per le piccole attività in cui si è in pochi a svolgere un gran numero di mansioni diverse.
Un preventivo dettagliato è uno strumento estremamente valido per riflettere sui propri obiettivi e anche per superare eventuali indecisioni, perché parte dai costi fissi come l’hosting e il dominio, ossia quel che serve per mantenere la presenza del sito online, e va poi ad arricchire la proposta con tutti quegli elementi che, combinati insieme (e non necessariamente tutti insieme), andranno a formare il vostro pacchetto personalizzato.
Parliamo di grafica, strategia SEO, la già citata ottimizzazione per mobile, assistenza tecnica e altri servizi. Qualche esempio?
- Piattaforme
A differenza dei tempi antichi, in cui l’uomo della pietra doveva costruire da solo il suo spazio in rete, il mondo moderno offre numerose piattaforme, vale a dire spazi online che forniscono l’infrastruttura software necessaria alla realizzazione del sito, spesso in modo gratuito e open-source.
Questo consente da un lato di personalizzare il sito come si desidera, inserendo tutte le funzionalità che si considerano necessarie e, dall’altro, di sostenere un costo una tantum per la sua realizzazione, senza sottoscrivere abbonamenti annuali o pagare costi di licenza dei software.
Il contro? Piattaforme come Prestashop, Shopify o WordPress potrebbero non essere la soluzione giusta se ciò di cui avete bisogno è un sito multistrutturato, dotato di numerose funzionalità e ad alte prestazioni, o con una personalizzazione specifica che non sia possibile ottenere con quel software.
- Di quanta performance abbiamo davvero bisogno?
Dal punto precedente si deduce anche che è fondamentale capire di cosa si ha bisogno, così da ottimizzare le proprie risorse concentrandole su una soluzione sicura, e che presenti un tasso di performatività su misura, modellato in base alle vostre reali esigenze.
Ad esempio, è bene concentrarsi sul posizionamento sui motori di ricerca e sull’ottimizzazione per smartphone e tablet prima di pensare a riempire il sito di pop-up perché, se lo scopo del vostro sito è quello di rappresentarvi, sarebbe utile se le persone potessero trovarlo e vederlo.
Ancora, risparmiare sulla piattaforma per investire su numerose funzionalità, o lasciarsi tentare da un preventivo ricco di servizi e dal prezzo competitivo, spesso significa che si sta risparmiando sulla sicurezza, con il rischio che il vostro sito diventi tutt’altro che un buon biglietto da visita.
- Scremare, scremare, scremare
Come faranno gli utenti ad accorgersi che un sito non è di qualità? E non preferiscono piuttosto avere più funzioni? Non è questo un sinonimo di qualità? Vi sentiamo mentre vi fate queste domande. E allora vale la pena chiarire subito che la risposta è no. Un sito con prestazioni di bassa qualità è immediatamente riconoscibile dal fatto che è lento nel caricamento, e aggiungere più funzioni lo rende ancora più lento.
L’effetto è quello di un’esperienza utente sgradevole, che probabilmente non porterà a una seconda visita. Ecco perché è sempre meglio puntare su prestazioni elevate e sulla scelta di poche funzionalità “smart”, giocando sulla creatività più che sulla quantità.
- Houston, avevamo un problema?
Quando il sito web non è “nuovo”, ma va a sostituire un sito precedente divenuto ormai obsoleto, un buon preventivo dovrà comprendere anche un’analisi SEO e un audit tecnico del sito precedente, per valutare quali siano stati i suoi profili di problematicità nel caso in cui le performance non fossero quelle sperate (o anche i suoi punti di forza, nel caso contrario) e lavorare così sul nuovo progetto avendo bene in mente la direzione da seguire.
Questo aspetto andrà dettagliato nel preventivo tenendo conto delle specificità del sito e delle prospettive di miglioramento, e deve quindi necessariamente costituire una voce specifica e a sé stante.
- Mantenersi al passo in una realtà in continua evoluzione
Siti web che consentano modifiche tutte le volte che questo sia necessario sono ormai lo standard, e quello che vogliono i clienti è la possibilità di fare interventi con la stessa rapidità con cui si posta sui social. Vale a dire in modo immediato, senza attendere la necessaria intermediazione dell’agenzia.
Non sempre questo corrisponde a una reale esigenza, ma spesso si, e una buona web agency deve mettervi nelle condizioni di capire se questo sia il vostro caso, e fornirvi gli strumenti necessari a intervenire personalmente sul sito in modo semplice e rapido.
- Parliamo di competenze
Un elemento di cui un preventivo non può fare a meno è la voce “formazione”. Anche se saranno dei professionisti a gestire il sito, infatti, è compito di una buona agenzia mettere il cliente nelle condizioni di capire almeno gli aspetti fondamentali del proprio sito. Questo può avvenire con lezioni in sede, o anche con la messa a disposizione di un professionista che si rechi in azienda per fare formazione.
Particolarmente apprezzabile, inoltre, è l’offerta di un videotutorial per avere una guida rapida all’uso del sito, che consenta di far fronte a eventuali problematiche nel momento in cui dovessero presentarsi (nell’ordine naturale delle cose, state pur certi che si presenteranno).
Si tratta di un aspetto sul quale risparmiare equivale ad andare incontro al rischio di non sapere cosa fare davanti al minimo inconveniente, ed è quindi una voce del preventivo da valutare attentamente, anche eventualmente richiedendo chiarimenti, informazioni e servizi aggiuntivi.
- Attenzione quando si parla di motori di ricerca
Un trucco per valutare rapidamente un preventivo sito web e la serietà della web agency con cui vi state relazionando è verificare la voce “indicizzazione”. L’indicizzazione è sempre prevista nella realizzazione di un sito, con la conseguenza che deve fare parte della spesa totale, e mai costituire una voce a sé stante come se fosse un servizio aggiuntivo.
La ragione è semplice e sta nel fatto che l’indicizzazione sui motori di ricerca è ormai una funzione automatizzata e richiede quindi pochi click. Non è, quindi, un vero e proprio servizio, ma più una componente del servizio di realizzazione del sito web.
Diversi sono l’ottimizzazione e il posizionamento, che costituiscono invece (e sono costituiti da) servizi aggiuntivi da concordare con il cliente.
- Assistenza clienti per il cliente: si, no, forse, purché se ne parli
Ogni sito web richiede una costante supervisione, questo è un dato incontrovertibile. Non soltanto per ragioni di brand image, ma anche e soprattutto per la sicurezza, soprattutto quando si lavora con piattaforme e software open source. Quanti più sono i dati sensibili che il sito raccoglie, tanto più questo aspetto è fondamentale.
La supervisione può essere svolta in azienda se si dispone di una divisione apposita, o affidata all’agenzia. Si tratta in ogni caso di un aspetto di cui discutere e di cui analizzare dettagliatamente tempistiche, costi e modalità.
Qualche consiglio finale
Ora che sapete tutto, ma proprio tutto, su come valutare un preventivo sito web, vogliamo lasciarvi con qualche piccolo suggerimento finale.
Il primo è quello di prestare attenzione a quelle voci del preventivo che fanno riferimento alla privacy, alla cookie policy, e alla realizzazione di un sito in SSL. Si tratta, infatti, di aspetti relativi al rispetto della normativa europea sulla privacy (GDPR), nonché alla nLPD (legge svizzera sulla protezione dei dati). L’assenza di queste voci è una sicura red flag, in quanto il lavoro di un’agenzia seria e professionale non può prescindere dal rispetto delle regole (questo riguarda anche il copyright delle immagini).
E infine: varietà! Il vostro preventivo dovrebbe riflettere la natura del lavoro, che è fatta di elementi tecnici ma anche creativi. Come? Prevedendo ad esempio più opzioni per una stessa voce, anche con indicazione delle tempistiche e dei costi necessari. Inoltre, quante più sono le opzioni offerte, tanto più sarà possibile personalizzare il vostro sito.
Bene, ora sapete tutto, ma proprio tutto, su come leggere un preventivo e scegliere una web agency. Non vi resta che mettervi all’opera.
Psss, potete contattare anche noi, ma non ditelo a nessuno!
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Quanto costa, realmente, fare eCommerce?
“I toscani hanno rovinato questo paese” recita il famoso meme preso da un’ancor più famosa serie televisiva. Ecco, i toscani magari no, ma le piattaforme che offrono set completi di template e danno l’impressione che fare eCommerce sia facile e accessibile anche per un bambino, qualche colpa ce l’hanno. Una domanda per capire la portata di questa affermazione: comprate mai sugli eCommerce “fatti a mano”? Ecco.
Dal punto di vista dei professionisti – in questo caso intesi sia come venditori che come professionisti della comunicazione – queste proposte sono deleterie. Sia perché sviliscono una professione, sia perché portano ingannevolmente a pensare che chiunque possa farcela, con il risultato di portare gli imprenditori a perdere tempo e denaro e trovarsi, spesso, con un magazzino pieno in modo frustrante.
Questo ovviamente non significa che è il momento di imbracciare torce e forconi per dare virtualmente fuoco ai template fai da te. Tuttavia, se si vuole davvero fare eCommerce, è necessario mettersi in testa che la cosa ha un suo costo, in termini sia di tempo che di vile denaro, che poi è l’argomento di questo articolo.
Perché alcuni progetti si rivelano fallimentari…
Lo abbiamo appena detto, oggi ci sono realtà che tendono a far credere che basti un investimento minimo – o nessun investimento, nel caso del dropshipping – per avere successo con un eCommerce. Si tratta, peraltro, di una tendenza che porta anche molti professionisti della comunicazione a svendere le loro prestazioni e abbassarne il livello qualitativo. Tutto a detrimento dell’imprenditore, che solo nella più rosea delle ipotesi si limita a perdere tempo, ma che nella maggior parte dei casi perde (spesso molto) denaro.
Insomma, più che al risparmio, ciò a cui bisogna guardare è la massimizzazione della resa dell’investimento. È ciò che nel linguaggio del marketing si chiama “investimento per cliente”, ossia ottenere un proficuo rapporto tra investimento e traffico generato (ove per traffico intendiamo in questo caso conversioni e, in ultima analisi, clienti paganti), ed è qualcosa che non può prescindere dall’intervento di un professionista. “
…E cosa fa esattamente un professionista
Ora che abbiamo parlato di cosa di solito non va, concentriamoci su quali sono gli elementi che fanno funzionare un eCommerce. Cosa fa un professionista?
- Analisi: di domanda e offerta, della nicchia di mercato, della concorrenza;
- Partner: dalla banca al commercialista, dal fornitore alla logistica, avere il quadro completo dei partner è fondamentale per stilare una strategia;
- Strategia: definizione degli obiettivi e delle strategie da adottare per raggiungerli nonché dei flussi di lavoro;
- Gestionale: tutto ciò che è necessario a gestire gli aspetti economici e fiscali dell’eCommerce dovrebbe essere impostato prima ancora di scegliere cosa vendere;
- Piattaforma: si tratta di tutto l’insieme di servizi che riguardano la realizzazione dell’eCommerce, il cui prezzo a) non può essere determinato se non si hanno ben chiari i valori precedenti e b) ha un range davvero molto ampio, che dipende dal tipo di richiesta;
- Magazzino: il magazzino ha sempre un costo da calcolare, sia che si tratti di mantenere un magazzino pieno di merce invenduta, sia che si parli di logistica (il cui costo varia dagli accordi che si riescono a stipulare con le società di spedizioni);
- Advertising: le decisioni in fatto di adv – incluse quelle inerenti gli investimenti – dipendono dalla strategia, e anche i loro costi sono strettamente connessi a quest’ultima;
- Check delle spese: anche questo è compito di un buon professionista, che nel valutare i vostri obiettivi di profitto non può non tener conto di tutte le variabili, inclusi i costi fissi come luce e connessione a internet.
Parliamo di prezzi: ma allora, quanto costa fare eCommerce?
Abbiamo detto che ogni eCommerce ha delle esigenze a sé stanti e delle caratteristiche peculiari che ne determinano il prezzo, per cui non si può dare una cifra univoca. Possiamo, però, darvi alcuni dati orientativi. Ad esempio, un lavoro di analisi efficace non richiede mai meno di 3000 Chf, mentre l’impostazione di una strategia ha un costo che varia tra i 2000 e i 5000 Chf. Quanto ai partner, calcolate circa 5000 Chf l’anno per una fiduciaria, stipendio per eventuali collaboratori, non meno di 3000 Chf per la strumentazione iniziale più, ovviamente, le tasse.
Gestionale, piattaforma e magazzino: il primo, sarà indispensabile e il prezzo come degli altri due dipende da cosa si cerca e da che accordi si riescono a stipulare con le società di software e di logistica. L’allestimento di una piattaforma può costare 3-4000 Chf, ma anche 100.000, mentre per le spedizioni parliamo di un valore medio di 5 o 10 Chf per collo a salire a dipendenza del tipo di merce.
Anche il costo dell’adv è variabile, e dipende dalla strategia perché questa include anche una valutazione di profitti e spese e, dunque, del prezzo che si è disposti/in grado di pagare per l’acquisizione di ciascun cliente. Infine, le spese fisse connesse al funzionamento dell’eCommerce: dalle utenze come luce e telefono (sui 200 Chf al mese) alle forniture come stampanti e pc per le quali bisogna stipulare contratti con aziende specializzate.
Tiriamo le somme
Basta una rapida occhiata per capire come, in media, si debba stimare un investimento importante. Il tutto però, come abbiamo già detto, include non solo le spese fisse, ma anche l’intervento di un professionista esperto del settore, che sarà in grado di instradarvi sulla via per il successo garantendovi le migliori chance di riuscita. Insomma, si tratta del classico caso “chi più spende meno spende”, una prospettiva decisamente più rosea rispetto a un salto nel buio fatto da soli.
E allora? Pronti ad aprire il vostro eCommerce?
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L’importanza di mantenere i contenuti del tuo sito aggiornati
Visibilità online, posizionamento sui motori di ricerca ed esperienza utente: sono solo alcuni dei fattori influenzati dai contenuti del tuo sito web. Non di solo aggiornamento tecnologico vive l’uomo, e men che meno utenti e clienti.
Non sei convinto? Nessun problema, non ti resta che continuare a leggere!
Facciamone una questione di immagine
Nessuno vuole svegliarsi improvvisamente un giorno e scoprire di essere diventato irrilevante. Eppure, è proprio ciò che accade quando non si lavora sui contenuti del proprio sito web. Probabilmente a questo punto te lo starai domandando: stiamo parlando di engagement? E funziona anche al contrario?
Sì e sì. Contenuti attuali, sul pezzo, e di spessore, sono in grado di attirare l’attenzione e generare fiducia negli utenti (e potenziali clienti), aumentando le possibilità che tornino a visitare il vostro sito con una certa frequenza. Allo stesso modo, contenuti datati, sorpassati dall’emergere di nuove notizie, nuove tecnologie, nuove soluzioni, sono in grado di far decidere un utente di rivolgersi altrove.
Essere obsoleti, in poche parole, non paga, e il fatto che influisca in modo così massivo sulla vostra immagine può creare un effetto a cascata, dando vita a un generale clima di sfiducia nei vostri confronti, impedendovi di utilizzare le keyword rilevanti in un dato periodo, riducendo il traffico, abbassando il vostro posizionamento sui motori di ricerca.
Hey, ti sei accorto che esiste un mondo oltre il pc?
No, non vogliamo farti una lezioncina sull’esistenza dei dispositivi mobili e l’importanza della relativa ottimizzazione del tuo sito web. Sono due argomenti che ormai anche il tradizionalista più radicale conosce, persino il buon vecchio Internet Explorer!
Ma…c’è un ma. L’ottimizzazione mobile non basta. O meglio, anche l’ottimizzazione mobile ha bisogno di essere…ottimizzata. Il mondo dei device mobili è in continua evoluzione, con nuovi schermi, nuove idee, nuovi sistemi operativi. Cosa significa? Ciò che era responsive e intuitivo ieri può essere diventato obsoleto oggi, e produrre quello sgradevole fenomeno chiamato “abbandono del sito” (oltre all’effetto a cascata che vi abbiamo già descritto). È davvero un rischio che volete correre?
Responsive, ma anche responsabili
Usciamo dall’aspetto più propriamente contenutistico e “catchy” per affrontare una tematica più tecnica, ossia l’importanza dell’aggiornamento di sito e plug-in per garantire la sicurezza dei tuoi utenti. In questo caso, obsolescenza fa rima con vulnerabilità, quindi maggiore esposizione ad attacchi hacker per il tuo sito, ma anche per le informazioni sensibili dei tuoi utenti.
Un sito non aggiornato al punto da essere poco sicuro costituisce una perdita di reputazione che nessun imprenditore può permettersi, anche e soprattutto perché la perdita di fiducia tende a estendersi dal singolo sito web a tutto il tuo brand.
Ma allora, cosa fare?
L’aggiornamento del sito web è di fondamentale importanza, lo abbiamo appena visto. E i potenziali effetti negativi si risolvono tutti in ciò che sicuramente non vuoi: una perdita di traffico e, di conseguenza, di clienti.
Allo stesso tempo, si tratta di un lavoro costante e su più fronti, che tenga conto di aspetti creativi, contenutistici, grafici, ma anche di fattori tecnologici in costante evoluzione, e di tematiche prettamente tecniche ma di importanza fondamentale. Insomma, tenere un sito aggiornato richiede impegno, fatica, e competenze che gli imprenditori digitali non sono tenuti necessariamente ad avere. Aprire un eCommerce non implica il dover essere esperti in codici esattamente come aprire un negozio di biciclette non richiede l’abilità di cucinare delle torte multistrato.
Cosa fare allora? Il consiglio è quello di rivolgersi a professionisti esperti. Una web agency potrà infatti fornirti il supporto di cui hai bisogno, in quanto il suo team sarà formato da personale specializzato nelle diverse aree di intervento. In poche parole, qualcuno costantemente aggiornato proprio su tutti quegli aspetti che richiedono un aggiornamento costante, e che potrà quindi fornirti un servizio adatto alle tue esigenze.
Più facile del previsto, no?
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Il tuo sito è eco friendly?
Quando si parla di soluzioni a basso impatto ambientale per cercare di rallentare il surriscaldamento globale, ciò a cui tendiamo a pensare in prima battuta sono i sistemi produttivi e le scelte dei consumatori.
E il mondo del web?
Sono ancora in pochi a identificare internet come un agente inquinante, sebbene, secondo le stime, l’uso di Internet sia responsabile di circa il 3,7% delle emissioni globali di gas serra (più o meno quanto l’industria dell’aviazione). Insomma, anche noi operatori del web diamo il nostro contributo in termini di CO2. Il che significa però che anche noi operatori del web possiamo fare qualcosa.
Quanto inquina un singolo sito
Una delle ragioni per cui si tende a non pensare a internet come a un’agente inquinante è che è ancora difficile stabilire quanta CO2 produca, ad esempio, un singolo sito. Qualcuno ci ha provato però, calcolando l’energia consumata per il caricamento di una singola pagina o l’installazione di un plug-in. Per semplificare: più alto è il “peso” in kilobyte, più energia viene consumata.
Oggi l’operazione è ancora più semplice, grazie ad applicativi come Website Carbon Calculator, in cui basta inserire l’URL per conoscere la quantità di emissioni rilasciate da un sito. Ed esistono anche siti a pagamento che eseguono analisi più approfondite e indicano quali siano le aree di un sito che producono il maggior dispendio energetico.
Come rendere un sito web eco friendly
Lo abbiamo detto in apertura: sapere che siamo parte del problema significa (anche) che possiamo fare qualcosa. E, fortunatamente, esistono già diverse soluzioni per rendere più green un sito o una piattaforma eCommerce.
- Utilizzare host alimentati con energie rinnovabili: oggi il mercato propone diversi servizi di hosting a basso impatto ambientale, tanto che è già attivo anche un sistema di certificazione in questo senso. Una notizia importante, perché significa che è possibile controllare se il servizio di hosting che stiamo usando è sostenibile, ed eventualmente di rivolgerci altrove scegliendo un server certificato. Inoltre, gli hosting certificati rilasciano dei badge che possono essere inseriti nel sito per informare gli utenti e contribuire a diffondere la cultura della sostenibilità;
- Curare il design: il web design è una componente fondamentale dell’impatto ambientale di un sito. Ridurre le dimensioni delle immagini e di tutti gli altri elementi grafici è un gesto significativo per ridurre il consumo energetico generato dal loro caricamento;
- Adottare soluzioni creative: quello di adottare solo immagini a bassissima risoluzione è un trend in crescita tra alcuni siti web che stanno facendo della tutela dell’ambiente un vero e proprio marchio di fabbrica. Altre idee? Il caricamento progressivo delle pagine in base allo scorrimento dell’utente (cd. “lazy loading”), oppure offrire agli utenti stessi la scelta degli elementi da visualizzare mediante il tasto “green switch” che esclude immagini e video più pesanti;
- Lavorare sui video: i video hanno un forte impatto ambientale. Ma anche una certa importanza dal punto di vista del marketing e della user experience. Per questa ragione, se eliminarli del tutto non è consigliabile, si può ricorre a piccoli accorgimenti come limitarne l’uso e, soprattutto, disattivare l’autoplay, così che il loro caricamento non risulti inutilmente impattante;
- L’importanza di JavaScript: di fondamentale importanza per alcune funzionalità di siti web e plug-in, JavaScript richiede però una maggiore potenza di elaborazione della CPU, e quindi un maggior dispendio energetico. In attesa di una soluzione più organica che arrivi “dall’alto”, quello che si può fare ora è limitare il numero di plug-in in uso sul proprio sito web.
Un piccolo consiglio finale: adottare la sostenibilità e integrarla nella brand identity
Un aspetto importante (e forse non abbastanza valorizzato) del dibattito sulla sostenibilità dei siti web, è il fatto che basso impatto ambientale e user experience vadano di pari passo. Ebbene sì, un sito eco friendly è anche un sito che offre una migliore esperienza utente, e non solo grazie alla consapevolezza di stare contribuendo alla salvaguardia dell’ambiente.
Non è un caso, quindi, che alcuni siti abbiano fatto delle immagini a bassa risoluzione, del Lazy Loading o della possibilità di scegliere una versione green del sito, una sorta di bandiera, un elemento integrante della brand identity.
Per offrire agli utenti un’esperienza all’insegna di una maggiore consapevolezza, certo. Ma anche perché un sito green è semplicemente più facile da usare. Più leggero, più veloce, più immediato nel caricamento degli elementi grafici, e con una struttura essenziale che rende le informazioni più facili da trovare, senza dover navigare tra un numero eccessivo di pagine spesso inutili. In una parola: migliore.
E tu? Hai già fatto il tuo green switch?
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7 consigli per rendere efficace il tuo ECommerce
Quello degli acquisti online è un settore in costante crescita anche oggi che le persone sono tornate a poter uscire di casa. La sua comodità e i suoi numerosi vantaggi hanno fatto decisamente breccia nel pubblico, e sono quindi sempre di più quelli che prediligono (o continuano a prediligere) il gli acquisti online.
Un’ottima opportunità per gli imprenditori, ma anche una bella sfida, che con la crescente concorrenza si fa ancora più serrata. Come spingere allora i clienti a scegliervi? In questo articolo abbiamo pensato a 7 consigli per rendere il vostro eCommerce il preferito del mercato. Curiosi? E allora, cominciamo!
eCommerce: i loro punti di forza
Cominciamo con una domanda: perché il mercato eCommerce ha tanto successo? Le risposte sono molteplici. Anzitutto, e può sembrare banale ma è bene ricordarlo, la possibilità di fare acquisti quando si vuole e anche confrontare shop e offerte diversi rimanendo comodamente a casa propria.
E parlando di confronti, anche il fatto che vi sia una scelta maggiore piace molto ai clienti, che possono trovare esattamente quello che fa per loro, e al prezzo migliore. Aspetto, questo, legato anche al fatto che l’eCommerce sia molto conveniente anche per i rivenditori, i quali non devono affrontare i costi connessi a un negozio fisico, e si trovano anche facilitati nelle attività di avviamento.
Insomma, vantaggi per tutti e convenienza reciproca. Ed è anche per questo che la concorrenza è sempre più abbondante e agguerrita, e che si pone l’esigenza di adottare una vera e propria strategia per rendere il tuo eCommerce davvero efficace.
- Creare una solida strategia di marketing
Forse pensavate che il sito web fosse tutto. Beh, non è così. Non ha senso avere un buon sito web se nessuno lo visita, no? Una buona strategia di marketing pianificherà tutte le azioni necessarie perché il vostro eCommerce sia conosciuto, attiri traffico e generi fiducia.
- Prodotti selezionati
È una scelta che fa sempre parte della strategia di marketing. Una buona web agency è in grado di individuare la vostra nicchia, il vostro pubblico, e decidere quali siano i prodotti più adatti a loro e quindi più “convenienti” da offrire sul web.
- Cura per la user experience
Un eCommerce che funziona è facile e intuitivo. In poche parole, utilizza un design che rende la navigazione piacevole, e mette a portata di mano tutte le informazioni utili.
- Lasciare che i clienti “tocchino” i prodotti
Ciò che differenzia maggiormente l’esperienza di acquisto di un eCommerce rispetto a un negozio fisico è proprio l’impossibilità di toccare, vedere, soppesare un prodotto analizzandone tutte le caratteristiche. Per questa ragione, ciò che contraddistingue un buon eCommerce è la cura particolare per foto e video. Via libera anche a descrizioni dettagliate, e non guasta incoraggiare i clienti a valutare i prodotti, lasciando feedback che saranno utili a chi prenderà in considerazione l’acquisto dopo di loro.
- Checkout semplice
Fondamentale il processo di checkout, ossia tutti i passaggi che portano materialmente all’acquisto. È dimostrato che più questo processo è laborioso, più alto è il fenomeno del cd. “abbandono del carrello”, cioè l’uscita dal sito di utenti che avevano già scelto uno o più prodotti mettendoli, appunto, nel carrello.
Riducete all’osso il numero dei form da compilare, magari offrendo ai clienti la possibilità di acquistare senza registrarsi al sito (ma incentivandoli a farlo con un piccolo omaggio o codice promo per chi si iscrive alla newsletter).
- Offrite diverse opzioni di pagamento
Un altro momento cruciale quando si parla di potenziale abbandono del carrello, è indubbiamente quello del pagamento. Da un lato, i clienti devono avere la percezione di star inserendo i loro dati su un sito sicuro (no a reindirizzamenti quindi, si a certificazioni in bella vista). Dall’altro, esistono ormai numerose opzioni oltre alla carta di credito.
Informatevi sulla possibilità di inserire metodi di pagamento che spaziano da Paypal al contrassegno, senza dimenticare le modalità di rateizzazione che stanno oggi spopolando sugli eCommerce.
- Un’assistenza post-vendita straordinaria
Tempi di spedizione, informazioni chiare, assistenza clienti, resi e packaging. Forse non ci crederete, ma sono tra gli argomenti più trattati – nel bene e nel male – nelle recensioni dei clienti. Inserite tempi e spese di spedizione in modo ben chiaro sul sito, in modo che i clienti possano conoscerli già prima di procedere all’acquisto. Inviate poi una o più mail informandoli che il loro ordine è stato preso in carico e spedito, e fornite loro il codice per il tracking.
Gratuito o meno, fate sì che fare il reso sia semplice, così che il cliente si sentirà incoraggiato a comprare ancora da voi. E offrite un servizio di assistenza telefonico e via mail o chat, così che possano sapere di potersi fidare di voi.
Facile, no? E allora, cosa aspettate a rendere eccezionale il vostro eCommerce?
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Nozioni di base sulla SEO: cinque consigli e best practice da considerare per il tuo sito web
Search Engine Optimization, o, per come la conosciamo tutti, SEO. Nel linguaggio del marketing si traduce con “ottimizzazione per i motori di ricerca” che poi è esattamente ciò in cui consiste. Vale a dire, il processo che fa sì che un sito web sia “appetibile” per un motore di ricerca, e venga quindi reso quindi più facilmente raggiungibile, possibilmente collocato tra le prime posizioni.
Come è facile immaginare, la SEO è un’attività che prevede diversi fronti di intervento. Ci sono infatti numerose azioni che si possono intraprendere per ottimizzare un sito web, dall’utilizzo delle parole “giuste” (mai sentito parlare di keyword?) alla creazione di contenuti rilevanti, e molto, molto altro ancora.
In questo articolo abbiamo voluto raccogliere quelli che per noi sono i cinque migliori consigli per un’ottimizzazione efficace, le nostre best practice SEO.
Offrire agli utenti informazioni rilevanti
Il contenuto testuale di un sito web, che sia tradizionale o di tipo eCommerce, è estremamente importante quando si parla di ottimizzazione sui motori di ricerca. È la ragione per cui spesso si consiglia di inserire anche una sezione blog.
Come capire se un’informazione è rilevante? Facile: pensate a tutto ciò che i clienti hanno bisogno di sapere quando prendono in considerazione i vostri servizi o i loro prodotti. Dal prezzo alle caratteristiche tecniche, ma anche dimensioni e tutte le specifiche che contraddistinguono la vostra proposta.
Non trascurare titoli e intestazioni di pagina
Brevi, concisi, ma dritti al punto. Vale specialmente per i siti web che hanno più pagine. Titoli e intestazioni devono spiegare esattamente cosa troveranno i clienti. Qualche esempio? “Tosaerba a motore”, “offerte del mese”, tutto ciò che restituisca subito agli utenti un concetto chiaro e li inviti a cliccare.
Vale per le singole pagine, ma anche per i prodotti. La cura per il dettaglio renderà ciascuna sezione del sito più appetibile per gli utenti e per i motori di ricerca. Inserire quindi titoli dettagliati come “maglione in lana a coste blu” o “cacciavite a stella multifunzione” è assolutamente consigliato.
Cura per i dettagli
Forse lo avrete già notato, ma i siti web spesso sono dotati di una sezione “chi siamo”. Si tratta di un utile accorgimento che consente a un’azienda di far conoscere informazioni di contatto, l’eventuale presenza di una sede fisica, e anche l’ambito di operatività, ad esempio in una certa aerea o in determinati orari. Di nuovo, dettagli rilevanti che vanno a rispondere a quelle che sono le esigenze della vostra clientela.
L’importanza dei tag per immagini e video
Anche i contenuti grafici di un sito contribuiscono alla sua indicizzazione sui motori di ricerca. Il che significa che anche loro sono, ovviamente, parte delle strategie SEO. Come? Aiutando il motore di ricerca a comprendere di che tipo di elementi si tratta e a cosa fanno riferimento. Come per le pagine web, è utile quindi etichettare i contenuti con dei dettagli. Ad esempio “trapano avvitatore”, anziché lasciare l’etichetta originale (es. “video 01”).
Una piccola informazione utile: questa pratica si rivela utile anche per gli utenti con disabilità, contribuendo a una migliore fruibilità e accessibilità del vostro sito.
Affidarsi a una web agency professionale
Abbiamo parlato finora dell’importanza delle giuste etichette per ottimizzare un sito per i motori di ricerca e rendere le pagine più accessibili per i clienti. Già. Ma quali sono le “giuste etichette”? In alcuni casi una semplice descrizione può essere più che sufficiente. In altri casi, però, a rivelarsi utili sono keywords scelte in modo “furbo”, che abbiano attinenza con l’attualità, richiamino dei trend specifici, o facciano magari riferimento a un’esigenza particolare.
La scelta di una keyword rispetto a un’altra può essere davvero determinante per l’indicizzazione di una pagina web, ma allo stesso tempo non sempre si tratta di un compito facile. Occorre occhio per il mercato, e un aggiornamento costante che includa anche cambiamenti in corso d’opera. Per questo motivo, la quinta e più importante best practice è affidarsi a dei professionisti, per essere guidati e supportati con strategie di marketing davvero efficaci.
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5 Motivi per Scegliere una Web Agency in Ticino
Che si tratti del lancio di una nuova attività, oppure del tentativo di dare nuovo smalto alle vecchia (storica!) ditta di famiglia, vi sarete sicuramente interrogati sulla possibilità di rivolgervi a un’agenzia di professionisti esperti in strategie di marketing sul web.
E, ne siamo sicuri, lì è dove sono cominciati i dubbi. Come farsi un’idea tra le diverse proposte? Come capire se una web agency è valida o meno? E in base a quali criteri?
E soprattutto: ma servirà davvero?
Ed è proprio per aiutarvi nella scelta che abbiamo deciso di darvi cinque buoni motivi per scegliere una web agency Ticino (più qualche dritta per distinguere un’agenzia seria dalla fuffa, ma non ditelo a nessuno).
Pronti? Cominciamo!
Servizi personalizzati per massimizzare l’investimento
Ci si rivolge a una web agency non per avere la programmazione di un sito web e una generica strategia di marketing a base di aperture di pagine social la cui unica utilità è contenere un indirizzo e un numero di telefono. Tutto il contrario: una web agency valida eseguirà un’analisi approfondita della vostra attività con lo scopo di capire quale sia la vostra nicchia e quale sia il target della vostra clientela.
Scoprirlo è necessario per stabilire come progettare il design del sito e lavorare sul posizionamento nei motori di ricerca, ma anche per decidere gli strumenti di marketing più idonei a promuovere la vostra attività. In poche parole, a fornirvi una strategia di marketing e servizi personalizzati in base alle vostre esigenze.
Professionisti esperti per un lavoro di qualità
Ciò che troverete in una web agency è un vero e proprio team di professionisti esperti, ciascuno dotato di competenze diverse e utili a dare supporto al vostro business.
Dagli analisti agli sviluppatori web, dai marketer ai copywriter, passando ovviamente per grafici e web designer. Per fare un esempio, questi ultimi si occuperanno di aspetti quali il vostro logo, i colori del brand, ma anche rendere il vostro sito il più user friendly possibile così che gli utenti possano trovarvi tutto ciò di cui hanno bisogno (e non si rivolgano altrove).
Il miglior risparmio è un buon investimento
Quando si parla di siti web e pubblicità online, si può avere spesso la tentazione di liquidare la faccenda con il criterio del preventivo più basso senza dare alcun peso alla professionalità. Tuttavia, sebbene una scelta di questo tipo possa apparire conveniente a una prima occhiata, non affidarsi a una web agency rischia spesso di rivelarsi più costosa in termini sia di tempo perso che di mancato guadagno.
Una scelta “economica” risulta comunque uno spreco, infatti, se non si rivela redditizia, e scegliere personale non professionale raramente si rivela redditizio. Il vostro sito e la vostra strategia pubblicitaria vi saranno costati poco, ma non vi renderanno nulla, e in breve tempo sarete costretti a fare qualcosa per limitare i danni. Rivolgersi a una web agency, invece, significa beneficiare subito del proprio investimento, senza sprechi e senza perdite di tempo.
Soluzioni professionali al lavoro per voi
Professionisti esperti, ma anche strumenti e tecnologie di ultima generazione. Le web agency lavorano con lo scopo di offrire strategie di marketing efficaci e strumenti che siano sempre performanti, ed è per questo che offrono solo il meglio sia dal punto di vista delle risorse professionali che sotto il profilo tecnologico.
Questo fa sì che un web agency possa offrire analisi puntuali del target della clientela, dello stato del mercato, e della concorrenza. Siti web che possono “funzionare” sia sul pc che sullo smartphone, un lavoro costante per garantire il miglior posizionamento sui motori di ricerca, contenuti creativi, social media marketing e strumenti statistici per monitorare costantemente l’efficacia della strategia elaborata per voi.
Un supporto costante
Il lavoro di una web agency non si ferma con la realizzazione di un sito o la messa a punto di una strategia di marketing digitale. Al contrario, saper intercettare gli obiettivi del cliente e lavorare con l’obiettivo di trasformare il traffico web in clienti reali implica necessariamente un follow up costante.
Non solo assistenza tecnica, ma un vero e proprio sistema di supporto in grado di monitorare l’andamento della strategia e intervenire con eventuali modifiche che permettano di implementarne la redditività grazie agli strumenti statistici e alla creatività dei marketing strategist. Insomma, rotta verso il successo!
E chi chiamerai? No, non gli acchiappafantasmi
Cinque ragioni cinque, ma più che sufficienti (così ci pare) per spiegare perché valga la pena scegliere una web agency. Un investimento sicuro, che punta su professionalità e qualità per massimizzare i profitti e azzerare gli sprechi. E allora, chi chiamerete?
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LPD: tutto ciò che c’è da sapere sulla nuova legge Svizzera sulla protezione dei dati
Come probabilmente già saprete, il 1° settembre 2023 segna l’entrata in vigore della nuova normativa
Svizzera sulla protezione dei dati personali. Si tratta di una serie di misure che inaspriscono le regole sul
trattamento dei dati personali armonizzandole con altre normative internazionali, in particolare il GDPR
della UE.
Cosa cambia per le aziende? Le novità sono numerose, e riguardano principalmente i soggetti indicati
come responsabili e le sanzioni. Per aiutarvi a comprendere come intervenire sul vostro sito e nella vostra
azienda, in questo articolo abbiamo pensato di proporvi un piccolo vademecum.
Nuova LPD: le due novità più importanti
Cambia in primo luogo l’ambito di applicazione della nuova legge, che si concentra principalmente sulla
protezione dei dati delle persone fisiche (non più, quindi, le persone giuridiche come in passato). E
persone fisiche sono anche i destinatari delle sanzioni, perché ad essere considerata responsabile non
sarà più l’azienda, ma anche proprietari e dipendenti.
Rinnovate anche le sanzioni, con l’ammenda massima che passa da 10.000 a 250.000 franchi. Sanzioni che
vanno ad applicarsi non più alle aziende, e non solo agli imprenditori, ma anche, ad esempio, al
collaboratore che abbia violato intenzionalmente la legge, con particolare attenzione ai soggetti che
rivestono posizioni apicali (es. i dirigenti), ritenuti responsabili dell’attuazione del sistema interno di
protezione dei dati aziendali.
Il sistema interno di protezione, inoltre, dovrà avere ad oggetto l’obbligo di informazione, misure tecniche
e organizzative per la raccolta e la conservazione dei dati, nonché le modalità di richiesta di informazioni e trasferimento internazionale dei dati. Importante, però, è notare che la nuova legge reprime solo i
comportamenti dolosi, cioè intenzionali.
La violazione delle norme deve essere intenzionale
Si tratta di un’indicazione di massima, che rende consigliabile prestare sempre la massima attenzione alle
modalità di trattamento dei dati. Ciò che è importante sapere, in ogni caso, è che la legge prevede il cd.
dolo eventuale, un elemento intenzionale che ricorre, però, anche quando i soggetti hanno
“semplicemente” agito in modo negligente pur tenendo conto di una eventuale violazione.
Un esempio è il caso in cui, dopo l’entrata in vigore della LPD, non si prenda conoscenza della nuova
normativa e non si adottino quindi le misure necessarie.
Nuova LPD: come devono comportarsi le aziende?
Dato il costante scambio di dati con altri soggetti professionali operanti sul territorio dell’Unione Europea,
oggi sono già molte le aziende svizzere che hanno aggiornato i loro sistemi di protezione dei dati secondo standard estremamente rigorosi. Questo tuttavia non significa, come abbiamo visto sopra, che sia possibile “ignorare” la nuova legge.
Il consiglio è quello di prenderne conoscenza (e agire conseguentemente) il prima possibile, per evitare di
incorrere nelle sanzioni che scattano con l’entrata in vigore della legge. Una reazione istantanea in linea
con la decisione del Consiglio Federale di diffondere il testo della normativa prima della sua entrata in vigore, ma non concedere un cd. periodo transitorio per dare modo alle aziende di adattare i propri
sistemi.
E quali sono gli obblighi per gli imprenditori?
In mancanza di un periodo transitorio, quindi, è necessario agire subito per “mettersi in regola”. In
particolare:
– Dotarsi di strumenti moderni, conformi allo stato dell’arte tecnologico, per gestire i dati di clienti,
collaboratori e altri soggetti:
– Fornire formazione al personale in materia di protezione e sicurezza dei dati;
– Allestire un registro del trattamento dei dati, riportare le indicazioni relative alla LPD sul proprio
sito web, e soddisfare tutti gli altri obblighi in materia di informazione e documentazione.
Come tutelarsi?
A partire dall’entrata in vigore della LPD, clienti, concorrenti o autorità possono richiedere che sia avviata
un’indagine, o anche sporgere denuncia. L’autorità competente agisce anzitutto con un questionario, ma è possibile anche ricorrere a mezzi coercitivi.
Al fine di evitare che l’indagine conduca a un esito negativo e all’applicazione di sanzioni, il consiglio quindi è quello di adottare tempestivamente tutte le misure previste dalla norma, anche eventualmente
rivolgendosi ad esperti in grado di fornire le istruzioni necessarie perché il sistema di protezione dei dati
aziendali risulti pienamente in regola.
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Meno ‘Keywords’ e più ‘Ispirazione’
Il 40% della GEN-Z (13-27 anni) preferisce TikTok e Instagram per le ricerche online invece che Google.
Noi (Millennials o ultra 30enni) abbiamo la forma mentis:
devo cercare qualcosa allora… vado su Google!
Per le nuove generazioni invece, non è così.
Da un rapporto Google è emerso che: “il 40% della Gen-Z, quando deve cercare un posto dove pranzare, non va su Google Maps o Search, va su TikTok o Instagram” (Vice Presidente Senior di Google Prabhakar Raghavan) .
In più… sul campione studiato in USA (18-24 anni) si è notato che il metodo di ricerca è differente: l’utilizzo delle keyword nelle query di ricerca è diverso e c’è maggiore utilizzo delle tendenze social per “lasciarsi ispirare” nelle sezioni ‘Esplora’ o ‘Scopri’ delle varie app.
Sempre più importante è dunque ispirare e trascinare nell’attenzione ed esperienza digitale il proprio target.
(fonte: TechCrunch)
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